LA scena (Ferro 3)

Ci sono, nel cinema, certe scene che sono definite non come “scene”, ma semplicemente come LA scena. Quei passaggi filmati dalla macchina da presa che rimangono per sempre, che fanno scuola, che vengono poi imitate e prese come riferimento dalle presenti e future generazioni.

Tra queste c’è una scena in particolare di Ferro 3, del genio Kim Ki Duk. Ho trovato un fotogramma della scena, così ve lo pubblico e ovviamente invito tutti coloro abbiano perso simil film a provvedere alla visione.

Kim ki-duk: un ritratto
di Kim So-hee*

 

“E’ come un gemito da un abisso.
La terra ferita urla
e la sua voce si fa pian piano più forte.
La voce giunge
dalle profondità
come da una feniditura di un abisso,
un abisso ruggente”

Antonin Artaud

Mario Biondi

Una palla secolare il suo disco. L’ho trovato pieno di luoghi comuni musicali, stereotipi del jazz, una musica abusata e totalmente studiata a tavolino per vendere qualche copia.

Spero solo che coloro che si avvicinano al jazz con questo prodotto arrivino poi ai vari Rava, Bollani, Rea e così via.

Ascolti

Verdena e Tre Allegri ragazzi Morti mi stanno davvero colpendo. Perché non spingere queste band che rappresentano davvero un tocco internazionale alla nostra musica? Beh, lo sanno le case discografiche… ma certo appena vedo certi gruppi, che magari manco mi piacciono ma che riconosco che fanno delle cose ottime (penso agli Afterhours), mi chiedo perché non li esportiamo.

treallegri1.jpg

Cosa ascolto questo periodo

Per Livecity ho il compito di scrivere del nuovo di Sean Lennon, figlio illustrissimo; di Gianna Nannini, che dopo il successone di Grazie esce con un disco a distanza di un solo anno; i Tinariwen (Aman Iman), che ho voluto ascoltare dopo aver letto l’articolo su Jam; i Tre Allegri Ragazzi Morti, molto curiosi; i Verdena, con Requiem; Inara George, con All Rise; Angelo Branduardi, che è uscito con un altro episodio del suggestivo progetto “Futuro Antico”.

C’è molto da ascoltare quindi, proseguo anche a sentire Kenny Wayne Shepherd, un nuovo fenomeno della musica di cui sentiremo parlare. Oggi ho anche risentito Concato… non mi è mai piaciuto, e francamente questa nostalgia patetica all’italiana non la digerisco proprio. Gli manca l’ironia di Caputo, e per questo risulta triste, stanco, opaco.

A presto per le sensazioni sui dischi, che comunque sono al momento molto positive, soprattutto per Sean Lennon e i Verdena. Salut!