Luglio 2007


Lo specialista degli album “in stile”, questa volta omaggia il folk più vero, dal country al bluegrass. Per gli amanti del sound di una volta.

Ry Cooder, proveniente da una scuola del passato a cui on si è mai voluto allontanare, concepisce ancora i dischi come un “concept album”, sfruttando soltanto la durata in più rispetto al passato, ma regalando sempre un album compatto e con un senso compiuto dal suo inizio alla fine.

La controindicazione dei suoi album è l’impossibilità di trovare “un singolo”, dei pezzi che spiccano maggiormente rispetto ad altri. Tutto sembra legato da un leit motiv, tutto ha un senso solo in funzione del suo contorno.

My Name is Buddy non contiene nessuna canzone da estrapolare e poter inserire in una compilation, perché My Name is Buddy è già una compilation. Una selezione di brani scritti ed eseguiti da un Ry Cooder in grandissima forma, visibilmente divertito a creare pezzi in stile “on the roads”, capace di portarci sulla route 66 e sulle strade che portano ai Grand Canyon, come è capace di proiettarci nelle atmosfere da pub irlandese. Tradizioni Folk del nordEuropa che si fondono spesso con la tradizione statunitense, e a cui Ry Cooder sembra ammiccare continuamente.

Blues acustico, un po’ di polka e anche di musica da ballo, bluegrass da balera americana, per un’atmosfera da camionisti che bevono quintali di birra, da donne in gonna che ballano sui tavoli, da violinisti impazziti per i boschi.

Scene e sound di una volta: Ry Cooder ancora una volta non vuole essere attuale, ma seguire la passione del momento. Per questo regala un album comunque ineccepibile e divertente, per quanto poi un’ora consecutiva di questa musica possa portare a un livello di saturazione tale da estrarre il cd dal lettore e mettere qualcosa di più variopinto.

Ry Cooder usa così sempre gli stessi colori, che sono tra il marrone e il verde, evitando però i gialli, gli azzurri e gli arancioni: un disco che viene dalla terra e dalla storia, ma che lascia pochissimo spazio alla fantasia e all’inventiva.

… per avermi regalato uno dei concerti più belli che abbia mai visto…  per avere emozionato con quell’intensità, aver gridato con quell’impegno e passione… per aver donato due ore di musica senza paragoni…

joecocker-103.jpggrazie Joe.

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Che dire: incontrare un artista come Franco Battiato è una esperienza umana, prima di tutto. E’ una persona che trasmette, tanto ha delle vibrazioni forti, che non sono per forza positive. Vibrazioni di una persona che è un po’ “al di sopra”, che chiaramente non può avere un approccio “canonico” con le persone che lo circondano. Io spontaneamente lo ho abbracciato e salutato come un papà, perché quando una persona ascolta la musica di un artista e ci entra dentro, entra dentro anche l’animo, la mente e il corpo dell’artista. Vedendolo, gli ho dato del tu come un vecchio amico. Sono sicuro che Franco (così lo chiamavo) avrà capito, perché forse la spontaneità è uno dei pochi valori che ci è rimasto, e visto che solo dopo mi ero reso conto con quanto affetto mi sono approcciato a lui, sono sicuro che questa emozione è arrivata a lui positivamente.

Unico neo, chi ha fatto la foto. Era un po’ incompetente, ha usato lo zoom, e questa che vedete è la “seconda” foto fatta, perché la prima non è scattata, e come vedete Battiato si era già voltato mentre io, avendo intuito la poca manovalità dell’esecutore, ho continuato a sorridere felice…

…ero pur sempre accanto a Franco Battiato…

un giorno davvero emozionante.

Di seguito, la foto con Manlio Sgalambro, filosofo e ottimo coautore dell’ultima fase artistica di Battiato.

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Scintillanti come Las Vegas (da dove vengono) (continua…)

Carolina Cutolo, autrice del libro fenomeno “Pornoromantica” (2007, Fazi Editore), ci parla di amore e sesso legati alla musica, di lavoro, di vita di tutti i giorni, di Billie Holiday, di monolocali, di mojito e di radio… Intervista a tutto campo a colei che ha dato voce a tutti i pornoromantici!• Beh…che dire, finalmente! Strano modo di cominciare un’intervistina, ma la pornoromantica, oltre che essere tale, è anche una ragazza simpaticissima… e allora, come vanno le cose? Lavori sempre al solito Jazz / Music Club?

Ho ricominciato a lavorare con grande gioia, mi mancavano i colleghi con cui ci si diverte moltissimo e a fine serata ci si rilassa a chiacchierare al bar davanti alla sala vuota, mi mancavano i clienti indecisi che mi fanno divertire ad azzeccare i loro gusti inventandomi i cocktail, mi mancava arrivare all’ora del sound check e sentire i musicisti che si preparano al concerto e mi mancava persino tagliare il lime. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace in un ambiente che mi piace.

• Come è cambiata la tua vita, se è cambiata? Qualcosa sarà cambiato… e non mi riferisco certo alle decine di proposte indecenti che riceverai tramite mail…
La mia vita è cambiata in un modo che so perfettamente essere temporaneo, forse anche per questo sono tornata a lavorare così serenamente, mi rassicura tenere i piedi nella realtà. In generale cerco di vivermi ogni momento, bello o meno, perché so che tutta questa attenzione mediatica su di me finirà. A volte è molto stancante, ma mi costringe ad un esercizio quotidiano di attenzione da cui sto imparando moltissimo.

• Sai già quale è il tuo “target”, chi cioè compra il libro ed è interessato agli aspetti “pornoromantici” della vita di tutti i giorni?
Non pensavo ad un’età precisa mentre scrivevo, diciamo che immaginavo lettori dai 14 anni in su capaci di non prendersi troppo sul serio. Ora mi scrivono persone di tutte le età che hanno letto il libro e mi dicono le loro impressioni, ed è bellissimo ricevere i complimenti di una quattordicenne elettrizzata da una parte e di un ottantenne romanticissimo dall’altra.

• Ho letto delle cose bellissime quando definisci il “pornoromanticismo”. Siccome voglio queste belle parole anche su Livecity… Sei libera di incantarmi nuovamente.
Dicesi Pornoromanticismo l’attitudine a interrelare piuttosto che separare il sentire emotivo con l’esprimersi sessualmente. La parte romantica non è quella dell’amore eterno (in cui un vero pornoromantico non crede perché si tratta di una vile e pericolosa menzogna) ma quella dell’emozione e del desiderio per qualcuno che non riusciamo a spiegare, che ci scuote anima e corpo e ci fa perdere il controllo di noi stessi. La parte porno è invece la parte sì erotica, ma anche lucida, che desidera sempre vedere le cose nude e crude, appunto come in un film porno. Le due parti, quando interrelate, si compensano magnificamente: la parte romantica evita, grazie alla lucidità della parte porno, di sfociare in melense proiezioni e aspettative che raramente coincidono con la realtà; la parte porno, grazie all’emotività della parte romantica, evita di essere troppo razionale e fredda, e di costruire a tavolino strategie seduttive o scegliere oggetti del desiderio poco affini alla propria sensibilità. Per concludere basta condire il tutto con una buona dose di ironia e il gioco è fatto.

• Sfogliando il libro, ho trovato pochi riferimenti alle descrizioni effettive dei luoghi e delle atmosfere: non ti sei forse troppo concentrata a parlare “dello specifico”?
Ad esserci ci sono, ti faccio un esempio di accostamenti tra luoghi, atmosfere e situazioni specifiche: le terme di saturnia di notte, il posizionamento clandestino della tenda da campeggio, un dolcissimo rapporto anale; un appartamento al centro storico di Roma, una passeggiata all’alba in una piazza Navona incredibilmente vuota e il partner di una sera della protagonista che però non tromba mai al primo appuntamento; un bosco di ginepri, una fuga dai genitori, due bambini con le prime curiosità proibite; una cantina umida e polverosa, la paura di essere scoperti da altri inquilini, una sveltina estremamente romantica. Ma mi fermo qui perché potrei continuare chissà quanto!

• Allora, facciamo che Livecity ti serve da postilla: con che musica preferisci fare l’amore? Preferisci il silenzio? Dipende dalle situazioni?
Ho rinunciato a scegliere la musica per fare l’amore quando mi sono accorta che appena si comincia a fare sul serio non sento più nient’altro che il mio respiro e il suo! Da quel momento, quando me ne ricordo, casomai scelgo la musica pensando a quale vorrei per cominciare. Qualche esempio: Billie Holiday, i Doors, l’album Walking Wounded degli Everything but the girl, l’album Protection dei Massive Attack ma anche certi vecchi album dei Cure o dei Pink Floyd. Comunque dici bene che dipende dalle situazioni, una volta mi è capitato di farlo con un ragazzo con cui avevamo un rapporto anche molto mentale e ci piaceva immaginare le cose insieme, abbiamo messo su un disco di vecchissime canzoni romane (del genere de Il barcarolo romano, Nina che voi dormite, Affaccete Nunziata) e abbiamo immaginato di essere negli anni ’40 e di folleggiare ebbri dell’ottimismo del dopoguerra.

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• Indubbiamente, però, la musica, se non la si usa durante il sesso, comunque gioca sempre una parte nell’incontro di due persone. La musica ci inonda, ovunque ci si incontri, una colonna sonora di ogni rapporto, anche occasionale, c’è sempre. Ce la fai a ricordarti canzoni che ti hanno scatenato gli ormoni, che sono servite da scintilla, o che hanno semplicemente accompagnato il viaggio da un pub al tuo bellissimo monolocale?
Con un ragazzo una volta ho trombato con I will survive dei Cake, è stato perfetto, mi sono arrapata già solo mentre seduti a distanza ci guardavamo negli occhi e sogghignavamo sulla la chitarra iniziale del pezzo a tutto volume. Un altro pezzo storico, mi dispiace per te, è Reality della colonna sonora de Il tempo delle mele, ottimo per l’autoerotismo sentimentale, mi fa sempre sognare quando la sento. Una canzone che mi fa sentire invece particolarmente porca è Summertime nella versione di Janis Joplin, porca e disperata, un sentimento erotico e struggente, come da scopata d’addio.

• Quale cocktail sai fare meglio?
Mi dicono il mohito, ci tornano apposta. Ma io preferisco fare quelli in cui si shakera, più soddisfazione da mix.

• Ma nel monolocale come è la vita? Non stai strettina? O l’indipendenza rende tutto più.. “largo”?
L’indipendenza rende anche tutto più bello! E poco spazio significa anche che non sono vulnerabile per esempio alla sindrome da Ikea perché tanto non saprei dove mettere le cose. Ho tutto quello che mi serve e nonostante il poco spazio dormo in un lettone a una piazza e mezzo, ho un cortile tutto mio pieno di piante (tra cui da un annetto una bouganville e un gelsomino che cominciano ad arrampicarsi sulla parete), sto al piano terra ed ho una gatta che entra ed esce libera quando vuole e non mi fa sentire i sensi di colpa da essere umano presuntuoso che rinchiude un animale in un appartamento per puro egoismo, e soprattutto decido io quando lavare i piatti. Cosa posso desiderare di più?

• Ho comprato il tuo libro senza sapere minimamente chi fossi, ma da quando ho scoperto come tu rappresenti la perfetta ragazza studentessa che lavora per andare avanti e che per vivere da sola deve pagarsi l’affitto in una stanza… devo dire che mi sono ritrovato ancora di più in te. E’ incredibile come, per un ceto medio, i problemi dei ragazzi siano tutti gli stessi. Dalle palestre ai pub, tutti parlano di come rendersi indipendenti, anche senza una donna, ma intanto rendersi indipendenti. Che prospettive senti di avere te? La casa per te è un’ambizione? E la famiglia?
La mia ambizione principale è essere felice. Non la casa ma l’autonomia è per me un presupposto alla felicità, perché mi permette di costruire la mia vita sulle mie scelte più che su quelle altrui. Divertirmi a scrivere cose che magari continuano a piacermi anche dopo qualche tempo contribuisce alla mia felicità, così come scegliere di passare il mio tempo con persone che lo arricchiscono, che mi insegnano qualcosa senza avere la pretesa di insegnarmi niente ma solo essendo quello che sono. Ma anche cantare mi rende molto felice e immediatamente, sembra una magia, appena comincio mi sento bene. Anche la mia famiglia è molto importante per me, innanzitutto i miei genitori e mio fratello, con cui ho un rapporto bellissimo perché ci prendiamo continuamente in giro a vicenda e questo ci aiuta a non prenderci troppo sul serio. Per quanto riguarda me fino a qualche anno fa pensavo che se fossi morta senza avere figli avrei vissuto inutilmente, poi per fortuna ho cambiato idea. Ora credo che la mia vita ha il senso che gli do giorno per giorno, con o senza figli. I figli non si decidono a tavolino perché l’orologio biologico reclama, ma si sceglie di farli quando si incontra una persona speciale, con cui c’è un forte legame d’amore, e con cui si desidera avere dei bambini nello stesso momento. Se questo momento meraviglioso nella mia vita arriverà ne sarò felicissima, e inizierò questa nuova avventura col piede giusto, con amore. Ma se non verrà il momento sarò fiera di non aver messo al mondo un bambino per un qualsiasi altro motivo diverso dall’amore.

• Ci credi nella politica?
No. Credo nelle persone, quelle vere. E nel mondo politico non mi pare di vederne, mi sembrano tutti troppo incastrati nei meccanismi di scambi di favori, di trattazione di alleanze, di attenzione a non inimicarsi questo o quell’altro personaggio o organo di potere per vedere come vivono le persone qualsiasi e fare qualcosa per migliorarne la condizione.

• Ma tu lo sai che, chi legge il libro, ti immagina alta, bionda, e con le tette giganti??
Ora sì, me lo dicono in molti! Ma io sono contenta, perché poi quando mi vedono e non corrispondo all’immagine magari si rendono conto che avevano in testa uno stereotipo.

• Come ti sei trovata in tv, alle Invasioni barbariche e su Lucignolo?
Alle Invasioni Barbariche ero molto felice di partecipare perché è una trasmissione che seguo con piacere, soprattutto quando sono presenti personaggi che mi interessano. Ero molto emozionata e concentrata quel giorno, per fortuna è andata bene, ma anche grazie all’attenzione della redazione del programma che mi ha fatta sentire a mio agio, in televisione sono stata in situazioni molto più da catena di montaggio. Con Lucignolo invece ero un po’ preoccupata, temevo che mi avrebbero dato un taglio scandaloso che non volevo avere, visto che nel libro parlo del sesso come una cosa assolutamente naturale da prendere con gioia e leggerezza, gli scandali veri sono ben altri, il livello degli affitti a Roma per esempio che è arrivato a cifre vergognose lucrando sulle stanze per gli studenti, o il prezzo delle assicurazioni obbligatorie per le autovetture, una cosa indecente. Ma sono stata fortunata con Lucignolo, mi hanno assegnato la “lucignola” Irene Tarantelli con cui mi sono divertita moltissimo, dal primo momento è scattata una bella sintonia che secondo me era visibile anche nel servizio. Sono stata molto felice di come ha curato il montaggio e delle musiche che ha scelto come sottofondo per il servizio (per esempio la colonna sonora de Il meraviglioso mondo di Amelia di Yann Tiersen). Irene è una persona che ama il suo lavoro e si diverte a farlo, e nel mio caso ci siamo divertite insieme, una serata bellissima!

• Quanta gente ti ferma per strada e ti riconosce, oggi?
Faccio molta vita di quartiere quindi con le persone che incontro tutti i giorni ci si conosce almeno di vista, ma ogni tanto succede anche qui, un vicino di casa, la tabaccaia, il ragazzo della videoteca dove vado sempre mi hanno detto di avermi vista in tv! Ma fuori dal quartiere comincia a succedere anche più spesso, è divertente, mi piace fermarmi a chiacchierare e sapere le impressioni di chi non mi conosce. Succede anche al lavoro, l’altra sera per esempio un ragazzo al bancone ha preso da bere e poi mi ha chiesto dove poteva avermi vista perché gli sembrava di conoscermi, io che ho sempre paura di dire MI HAI VISTA IN TV e magari sentirmi rispondere MA NO, ERI AL MERCATO IERI MATTINA E MI HAI PESTATO UN PIEDE, cerco prima di capire se ci siamo visti dal vivo, ma mentre si cercava di capire dove potevamo esserci incontrati è intervenuta una mia collega: “Sta a fa’ la modesta, l’hai vista in televisione!” e così era! Per fortuna, sennò la mia collega me la mangiavo.

• Hai fatto anche promozione radio: lo trovi un mezzo efficiente per parlare di un libro?
La radio mi piace tantissimo, e la trovo assolutamente più efficace della tv, per moltissime cose e non solo per un libro. La televisione ti distrae con le immagini, la radio ti fa concentrare sulle parole, sui suoni, amplifica gli altri sensi, invita ad ASCOLTARE! Io mi diverto quasi sempre moltissimo in radio, in fondo è un po’ come il blog, parli a persone che non conosci e ti ascoltano senza vederti, e quindi anche se sono emozionata riesco ad essere meno timida. In tv invece ho sempre un po’ di ansia, e a volte mi viene la paranoia di sbagliare un congiuntivo, finire su blob e in un attimo diventare lo zimbello dell’Italia intera.

• Noti che il libro, dopo una apparizione televisiva, subisca un grosso aumento delle vendite? E dopo una ospitata in radio?
Dopo la presenta in tv è sicuro, ho visto una rivista letteraria da un mio amico in cui c’erano proprio i grafici con degli esempi reali, per esempio in uno di questi grafici c’era una linea che individuava il livello di vendite del tale libro di tal de tali, ed era assolutamente evidente che dal giorno dopo la partecipazione televisiva di tal de tali le vendite aumentavano vertiginosamente per poi, nel giro di qualche giorno, tornare al livello di vendite precedente. Della radio non so nulla, anche se mi hanno scritto molte persone che non sapendo nulla del mio libro mi avevano sentita parlare alla radio e si erano incuriosite al punto da cercare il blog. Ma un’altra cosa molto importante secondo me è il passa parola. Se tutti dicono che un libro fa schifo puoi andare in televisione quanto vuoi ma non venderà più di tanto, se invece ne parlano bene e magari si compiacciono di regalarlo, il libro girerà sempre di più.

• E il tour di promozione come è andato? Sul tuo blog possiamo leggere tutti i commenti data per data… come mai a seconda del luogo dove si va, si ha una accoglienza completamente diversa? Possibile che il pornoromanticismo esista in alcune aree del Belpaese, e in altre molto meno?
In verità su trenta date, e quindi trenta città in cui sono stata a presentare il libro con questo tour pornoromantico, solo un paio mi hanno riservato un’accoglienza fredda, e una delle due era a nord, l’altra a sud. Per l’ampio resto l’atmosfera delle presentazioni era molto simile: allegra, divertita, leggera. Di solito dopo la prima persona che rompe il ghiaccio e alza la mano per fare una domanda gli altri seguono a ruota, e si scatena un dibattito molto divertente. É stata anche intelligente la casa editrice che ha invitato per ogni città un ospite a presentarmi che spesso era un comico, o comunque una persona con un bel senso dell’umorismo che contribuiva a creare un’atmosfera divertente, anche perché altrimenti la presentazione di un libro rischia sempre di essere una cosa un po’ seriosa. In questa specie di giro d’Italia isole comprese ho scoperto che esiste un’Italia tutt’altro che bigotta, e anzi stufa delle ipocrisie di una certa televisione quando si parla di sesso e d’amore, sono stata felice di scoprire che non ho inventato niente ma solo dato voce a moltissime persone che la pensano e la vivono esattamente come me, a nord come a sud. Viva l’Italia!

• Stai già pensando a un altro libro?
Pensandoci sì, ogni tanto butto giù un incipit, uno scheletro di racconto, ma ancora non ci sto lavorando seriamente. Aspetto (come facevo con il blog) un’idea che mi stuzzichi oltre una certa soglia per dedicarmi allo svilupparla anima e corpo.

• Dove andrai questa estate?
Ho altre presentazioni in giro per l’Italia durante tutta l’estate, contemporaneamente lavorerò al locale, quindi non so se riesco ad andare in vacanza, e comunque non ci sto pensando. Un collega barman ha invitato me e altri amici a casa sua al mare, e forse deciderò all’ultimo momento di unirmi al gruppo, per ora non faccio programmi anche perché potrebbe ancora spuntare una presentazione chissà dove all’ultimo momento!

• Offri un bel consiglio dei tuoi ai nostri visitatori…
Non abbiate mai fretta di far godere una donna, più l’orgasmo femminile monta e più è potente quando arriva!

• … e alle nostre visitatrici!?
Non abbiate pudore di manifestare il vostro piacere! E soprattutto non fingete mai.
A entrambi i generi consiglio una buona dose di ironia e autoironia.

• Possiamo congedarci… andrai a qualche concerto prossimamente?
A parte quelli che vedrò comunque al locale mentre lavoro non saprei. Ho visto che viene a Roma George Michael, di cui sono fan dai tempi degli Wham!, ma questi concertoni di solito costano troppo, e tra i miei amici non ce n’è uno a cui piaccia con cui potrei andarci! Quindi temo che rinuncerò. Magari ci sono altri piccoli concerti a cui deciderò di andare all’ultimo momento, vivendo giorno per giorno sono davvero tante le cose che decido di fare all’ultimo momento!

• Bene, ora che lo hai detto vedrai quanti segugi ti cercheranno!
E infatti hai visto che brava a tenermi sul vago? E poi sfido questi segugi (se esistono) ad andare a vedere George Michael, non credo che si sorbirebbero un artista che piace quasi solo a me e ai gay al solo scopo di incontrarmi!

Un abbraccio e un grazie alla nostra Pornoromantica – doc, Carolina Cutolo.

Il sito: www.pornoromantica.splinder.com

Federico Armeni

“La vera musica è quella senza imbarazzi…”. Firmato Clap Your Hands che, liberi, compongono un disco manifesto della musica contemporanea. (continua…)

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