883: un passato impolverato

Riesumazione di un disco che ha venduto un milione di copie, e di una band che ha venduto in tutto più di 5 milioni di album. Il riascolto è un mix tra piacevoli ricordi e pura irritazione.

Quando eravamo “ragazzini”, o forse semplicemente appartenevamo ad un’epoca in cui la musica “Pop” intesa come musica strettamente commerciale, con la targhetta di “prodotto fatto per vendere” esposta in maniera esplicita, era una cosa normale e diffusa, ci siamo tutti appassionati agli 883.

Riascoltare oggi “Nord Sud Ovest Est”, uno dei dischi top della band, seppur non il “masterpiece”, è una esperienza che suscita emozioni differenti.

Non ci sono dubbi che fa piacere sentire quella “Come Mai”, ballata da tutti i ragazzi in quegli anni ‘90 della rivalsa musicale, e che è ancora oggi una delle ballate di musica italiana più ricordate della nostra canzone. Oppure quella “Sei un mito”, quella “Nella Notte” e quel “Nord Sud Ovest Est” (un buon country /pop tra melodia italiana e statunitense), sparate al massimo in macchina, e nei primi stereo davvero potenti, grazie anche all’avvento del cd che permetteva una migliore stereofonia.

Ma l’esperienza dell’ascolto questo disco è oggi deprimente, suscita fastidio, se non mal di testa. Le ritmiche sono del tutto ridicole e spente, i testi di una stupidità immane, resi gonfi di luoghi comuni e con un tono “da giovane” ostentato e stereotipato. Le aperture armoniche sono tra le più scontate che si siano mai sentite, e il cantato di Pezzali ci ricorda più i cartoni animati che non i dischi Rock.

Questo album non è nulla, musicalmente parlando. E’ una cartolina degli anni ‘90, è un unione di tutto ciò che si diceva e  pensava all’epoca, quando “ci si facevano le menate per tutta la notte”, o quando si pensava di essere trasgressivi dicendo “cazzo” (parola che troviamo spesso nei lavori degli 883, e in questo disco).

Nell’affezione che possiamo avere verso certe canzoni, ci deve essere la convenzione però che questa è musica spazzatura, che non ha inventiva né intenzione di fare musica. Sono stati bravissimi a rappresentare una generazione, con tutte le sue tristezze e debolezze, cogliendo l’aspetto emotivo della canzone e l’importanza delle “parole condivise da tutti”.

Il rischio di rimaner così chiusi nella tristezza è elevato, perché Nord Sud Ovest Est non sogna e non immagina, ma ci rappresenta esplicitamente per come eravamo allora, perché le intenzioni erano prorpio quelle di fermare la realtà per come era, senza preoccuparsi di dare spirito propositivo o sognante alla musica, senza dare proprie interpretazioni. Questo disco fa lo stesso effetto di una vecchia foto impolverata, in cui eravamo sporchi di terra e giocavamo a pallone con gli amici. La malinconia vi si mangerà, la tristezza regnerà sovrana, e la certezza di ascoltare brani imbarazzanti quali “Il pappagallo”, “Non ci spezziamo”, “Cumuli”, “L’ultmo biccheire”, “Week end”, vi convincerà a non ascoltare più un qualcosa che è di un passato che non merita di essere rivissuto.  Go Away!

Questo articolo è stato pubblicato in Music.... Includi tra i preferiti il permalink.

4 risposte a 883: un passato impolverato

  1. Sarà che a me piacciono soltanto i primi 3 dischi degli 883 (fino agli Anni raccolta generale), ma questo Cd è spettacolare.
    Parla di noi giovani, in ogni situazione e ti dirò di più: ogni canzone si specchia con la realtà che ci circonda.

    Amicizia, donna impossibile, amori, chi ti parla dietro le spalle, il weekend (ora ditemi che non è vero quello che si dice in quella canzone. E “nella notte” dove la mettiamo?

    Le canzoni meno famose di Max sono anche le piu belle secondo me (ti invito a sentirti il primo cd “hanno ucciso l’uomo ragno” con canzoni “Non me la menare” o “s’inkazza”; e ripeto, ditemi chi non ha mai visto un nesso tra la realta quotodiana e queste canzoni. La voce del primo Max la trovo migliore rispetto a quella di adesso, e forse i temi trattati adesso sono molto piu commerciali di quelli che erano prima.

    Prima non era commerciale, proprio per niente. Adesso sicuramente un po di piu!

    Ripeto, sarà che sono un grande fan del primo Max Pezzali, quello col ciuffo ribelle (ma stempiato), gli occhiali da sole neri e sempre e solo jeans stretti.

    Per me un mito

    Ciao Fede! :D

  2. “Prima non era commerciale, proprio per niente. Adesso sicuramente un po di piu!”

    falsità megagalattica,a cominciare dalla produzione di Cecchetto,per finire ai quattrolima passaggi in radio al giorno nonché l’immagine, i video, i cocnerti. tutto. roba studiata perla classifica.

  3. non sono per nulla d’accordo con questo articolo.
    Ma chi sei tu oper definire cosa è o cosa non è musicalmente rilevante?
    Mi piacerebbe sapere cosa lo è per te?
    Chi sono per te i grandi autori che sanno fare musica!
    A me non fanno tristezza quelle canzoni, perchè anche se nate negli anni 90 sono applicabili benissimo ai giovani di oggi!

    Se tu fossi mai andato ad uno degli ultimi concerti di max pezzali avresti visto che è pieno non di trentenni che viveano la loro adolescenza negli anni 90 cioè non solo ma soprattutto pieno di ragazzi di 18 20 anni!!

    Quindi le vecchie canzoni degli 883 sono MUSICALMENTE innovative e SIMBOLICAMENTE ancora valide!

    con tutto il rispetto nei confronti di chi ha scritto questo articolo… per citare una canzone degli 883:

    “MA PERCHE’ NON TI FAI MAI I CA… TUOI?”

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s