Buena Vista Social Club… quel che ne rimane

L’orchestra di Buena Vista Social Club ha deliziato l’Auditorium il 13 luglio, con un repertorio classico, con esecuzioni lineari e divertenti da parte dei vecchi esponenti rimasti di quel fenomeno di musica cubana che sono stati i Buena Vista Social Club di Compay Segundo e Ibrahim Ferrer. Ma chi si aspettava un revival di quei fasti, e l’omaggio ai due “mostri sacri” scomparsi, è rimasto profondamente deluso.

Oggi i Buena Vista Social Club sono una band di musica e anima latina, che tocca il jazz e la musica da ballo, e con una band ben amalgamata riesce a fare uno spettacolo di buona musica a tema. Purtroppo, quell’anima interpretativa che era insita nei vecchi interpreti di quel progetto portato avanti da Ry Cooder e Wim Wenders (senza di loro un fenomeno musicale di quella caratura sarebbe rimasto sconosciuto al mondo), non esiste più.

Ecco che, forse per non farsi carico dei loro nomi – per rispetto e onore – l’orchestra Buena Vista Social Club è qualcosa di diverso, che non fa nemmeno cenno a parole al passato, che non dedica un applauso ai vecchi compagni, e che non esegue pezzi come quel “Chan Chan” che ha portato per la prima volta la musica cubana in testa alle classifiche Usa e d’Europa, per la prima volta.

Il pubblico ascolta con attenzione e compiacimento il Jazz di Guajiro Mirabal alla tromba, Cachaíto López al contrabbasso, Manuel Galbán alla chitarra, Aguaje Ramos al trombone, Barbarito Torres al laud, Amadito Valdés al timbal, Idania Valdés e Carlos Calunga alle voci, Rolando Luna al piano, Filiberto Sanchéz ai bongos, Angel Terry alle congas, Carlos Calunga alla voce, Luis Alemany alla tromba, Raúl Nacianceno al clarinetto, flauto e sax. Alcuni ballano dietro le fiile della platea nei brani più movimentati e meno jazzati ma più “salsati”.

L’atmosfera è tiepida, ma l’impressione di una band stanca e non più capace di prendere direttamente al cuore come era prima, è confermata da un finale piuttosto freddino e incapace di far alzare la gente seduta sugli spalti.
E così, arriva la pioggerellina fresca e lenta sulla cavea dell’auditorium, e il concerto finisce proprio in quel momento, quasi come un segnale di una placida notte d’estate, in cerca di emozioni forti, ma purtroppo tradite in gran parte.

Le foto del concerto sono qui: http://www.livecity.it/2008/07/14/foto-buena-vista-social-club-orchestra-allauditorium-di-roma/

Pubblichiamo di seguito alcune foto non pubblicate, sempre in esclusiva, di Federico Armeni.

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