La Critica è il mio mestiere. Una parola difficile da interpretare, soprattutto “a larga scala”. Innanzitutto CRITICA non ha una accezione negativa, ma semmai una critica può essere negativa come può essere positiva. In generale, però, una buona critica è un elaborato scritto o parlato in cui si riesce ad esprimere “cosa è quel…” disco ad esempio, e quali “elementi di qualità” ha, se ne ne ha.
Dopodiché, per quanti elementi provenienti dalla sfera dell’oggettività ci siano nella musica (struttura del brano, strumenti e loro timbri, alchimie armoniche e melodiche, timbro vocale, testi), ciò che si scrive e si dice su un album o un concerto è carico di un forte indice di soggettività, indicativo di una firma o di una personalità rispetto ad un’altra.
Questo non significa affatto che un elaborato critico non abbia valore, se non quello della sua semplice opinione. Ma, anzi, il fatto che ci sia una “persona” dietro a ciò che c’è scritto, fa sì che un lettore possa abituarsi a ciò che quella firma scrive e a capire, col tempo, se quel disco o quel concerto possa piacere o meno al proprio gusto: paradossalmente, una feroce critica negativa nei confronti di un prodotto potrebbe risultare il miglior consiglio all’acquisto per un lettore!
E’ per questo che Livecity ha voluto dare forza col tempo a un numero ristretto di personalità, che col tempo potessero identificarsi con uno stile, con un gusto, in modo tale che i nostri visitatori potessero davvero orientarsi con coordinate stabili e sicure nel vastissimo mondo musicale.
Avremo modo di affrontare su questo sito altri aspetti della critica musicale, come la considerazione generale che si ha della critica in Italia, e la sua storia nel nostro Paese. Le scuole di critica oggi sono rappresentate senza dubbi dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra, ma anche dalla Francia, sempre particolarmente brava a proporre un certo “progressismo” nella cultura, e quindi anche nei confronti dell’occhio critico nei confronti di essa.